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Responsabilità d’impresa 231/01: come ridurre i rischi, le soluzioni e il Modello 231

Il decreto legislativo 231/2001 introduce nell’ordinamento italiano la responsabilità penale-amministrativa (Responsabilità d’impresa 231/01) per le persone giuridiche relativamente alla commissione, o tentata commissione, di determinati reati da parte di amministratori, manager o dipendenti. (Ci stiamo riferendo al Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 “Disciplina della responsabilita’ amministrativa delle persone giuridiche, delle societa’ e delle associazioni anche prive di personalita’ giuridica, a norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300” – la norma si può consultare su normattiva.it.)

La Responsabilità d’impresa 231/01: relativamente ai reati per i quali un ente, impresa o società, può essere chiamata a dar di conto, sono quelli espressamente indicati dal legislatore in questi macro-settori:

  • nei reati societari;
  • nei reati nei rapporti con le PP. AA;
  • nei delitti informatici e riguardanti il trattamento illecito di dati attraverso strumenti elettronici;
  • reati di falso nummario – falsità in monete e valori equiparati e bollati (artt. 453-466 c.p.).
  • reati contro la personalità individuale;
  • nei reati con finalità di eversione dell’ordine democratico e di terrorismo;
  • nei reati di omicidio colposo e lesioni colpose, gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro;
  • nei reati di abuso di mercato;
  • nella ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita;
  • nei reati transnazionali.

I destinatari del D.Lgs. 231/01, quindi della normativa sulla Responsabilità d’impresa 231/01, sono tutti gli enti dotati e non di personalità giuridica (sono escluse solo le imprese individuali) come Spa, Srl, Snc, Sas, fondazioni, associazioni, cooperative e tutte le imprese organizzate in società.

Un modo per tutelarsi di fronte alla possibilità di commettere illecito, per l’azienda, è quello di adottare le misure necessarie, vale a dire dotarsi di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo idoneo, il cosiddetto Modello 231.

Nel caso in cui una azienda venga citata dalle autorità giudiziarie competenti per accertamenti in relazione alla possibilità di illeciti, in sede di accertamento penale se l’azienda prova la solidità del Modello 231 messo in pratica in maniera concreta ed efficiente (modello che è stato eluso dagli individui che personalmente hanno commesso il reato) può restare immune alle sanzioni (le sanzioni previste dal Decreto per gli enti possono essere: sanzioni interdittive; pubblicazione della sentenza di condanna; sanzioni pecuniarie e sequestro conservativo in sede cautelare; confisca del profitto tratto dall’illecito accertato).

In un mercato sempre più accorto e con una opinione pubblica sempre più attenta alle tematiche dell’etica d’impresa e della responsabilità sociale, inoltre, il Modello 231 rappresenta per l’azienda un ulteriore elemento di ‘certificazione‘ riguardo l’integrità etica, dandone all’immagine una garanzia ulteriore nei confronti di clienti, fornitori, banche, azionisti, collaboratori – degli stake holders in generale – e un vantaggio nel partecipare ad appalti e subappalti pubblici.

Noi officiamo la nostra consulenza, che alla base pone una metodologia sperimentata e snella, per la realizzazione e l’implementazione di un Modello 231 per ogni settore di riferimento grazie alle diverse professionalità e skill del nostro staff; riduciamo al minimo la possibilità che una azienda possa restare coinvolta, e subire danni, da reati per cui è prevista la responsabilità penale-amministrativa – Responsabilità d’impresa 231/01.